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Incisione

Il bulino è uno strumento tagliente e appuntito, in origine legato alle lavorazioni di oreficeria, che produce sulla matrice tagli netti e precisi. Il bulino è una delle tecniche principali della stampa in cavo, o calcografia, che prende il nome da uno strumento dotato di un tozzo manico rotondo e di una sbarretta di acciaio, generalmente a sezione quadrata, tagliata obliquamente a formare una losanga molto appuntita. La punta, detta “becco”, incide il metallo. Il materiale privilegiato per la stampa in cavo è il rame, anche se a partire dal XIX secolo si cominciano ad utilizzare altri materiali, come l’ottone, lo zinco e l’acciaio, e oggi anche il plexiglass e materiali plastico-vetrosi. La lastra deve avere uno spessore di uno o due millimetri e, oltre a essere perfettamente liscia e compatta, deve presentare gli angoli smussati per evitare che, in fase di stampa, si sporchino di inchiostro. L’artista a questo punto può cominciare a incidere direttamente la lastra come se vi disegnasse: i solchi sul rame verranno riempiti dall’inchiostro e corrisponderanno alle linee del disegno e alle zone nere. Il bulino va impugnato saldamente e usato tenendolo quasi sempre parallelo alla lastra che deve essere appoggiata a un cuscino di cuoio. Il becco dello strumento, procedendo sulla lastra, taglia il rame producendo un solco triangolare e sollevando davanti a sé un truciolo di metallo. Il taglio del bulino è rigido e retto, le linee curve si ottengono ruotando la lastra.